Fare il sapone di casa: Il processo ieri e oggi

In origine il processo di saponificazione, del tutto naturale, avveniva attraverso l'utilizzo della "murica", ovvero il residuo dell'olio, a cui venivano aggiunti del sale e della cenere, i quali venivano mescolati e portati ad ebollizione in un pentolone di rame, chiamato "quarara" mediante un trattamento detto "A CALDO".

 

Il Sapone, ancora caldo, veniva versato negli stampi, per poi essere tagliato con un filo di acciaio e lasciato ad essiccare per due-tre mesi, a seconda delle circostanze atmosferiche.
 
Il risultato di questo processo erano delle grandi forme di Sapone giallastro, tipico colore del sapone naturale da "murica" (diffidate dei saponi bianchi!). Queste forme di sapone, dette "lenze" venivano vendute a peso.


Questo tipo di sapone, comunemente chiamato "Sapone di Casa", era un prodotto totalmente naturale.

Oggi il processo di cottura e di essiccazione è rimasto quello tradizionale ma reso più semplice; non è necessario mescolare continuamente, perché alcune fasi sono meccanizzate e non è necessario attendere due-tre mesi per l'essiccazione essendo stagionato in camera climatizzata.

 

Inoltre, la glicerina che si forma durante il processo di saponificazione non viene più rimossa, donando al sapone una qualità superiore, grazie alla sua importante azione nutriente ed emolliente sulla pelle.

Rispetto ad allora, non si saponifica il residuo dell'olio ma si utilizzano i migliori olii d'oliva, riuscendo ad ottenere un prodotto premium con proprietà eccellenti.

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